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Studio del Vetro nell'Antichità

di Corrado Palmiero

Le fonti di silice


Generalità chimica del Vetro - Commercio del Vetro

Le fonti storiche che ci riferiscono da dove derivasse la materia prima per il fuso del vetro le troviamo in Plinio che ci parla delle rive del fiume Belus (baia di Haifa, Israele); In Tacito che riferisce che le sabbie di questo sito mescolate col nitro erano utilizzate per la fusione del vetro e Strabone che riferisce delle sabbie egiziane. Plinio altresì riferisce di sabbie del litorale tra Cuma e Literno sulle rive del fiume Volturno.
Le prime notizie di materiali vetrosi e quindi di silice, le abbiamo dall'Egitto, circa nel 3.000 a.C. con la produzione della faïence, un materiale ceramico non-argilloso invetriato costituito principalmente di silice (SiO2), ossido di calcio (CaO) e alcali.
I primi recipienti di vetro risalgono alla Diciottesima Dinastia Egiziana, circa nel 1500 a.C. nel sito di Tell el Amarna, dove è stato trovato il più antico forno che data al 1350. Il vetro fuso veniva modellato attorno a un nucleo di argilla, il quale veniva eliminato una volta che il vetro si era raffreddato, lasciando l'interno ruvido e butterato. La fonte di silice era data dalle sabbie del deserto, formatesi attraverso tre principali meccanismi: Per erosione di rocce preesistenti, di qualunque natura, per precipitazione chimica da acque sovrasature in ioni (ipersaline), per accumulo di scheletri e gusci di organismi, come ad esempio le conchiglie; Le composizioni chimiche dei precipitati possono essere: carbonatici, silicei, ferriferi, manganesiferi. L'elevata quantità di calcio – magnesio evidenziata da diversi studi, presente in molte sabbie del deserto egiziano, fanno sì che nel vetro venisse introdotto anche un componente stabilizzante. Altri studi hanno evidenziato la differenza di sabbia del deserto tra Alessandria e le sabbie di Tell-el- Amarna; ad Alessandria la sabbia ricca di frammenti di conchiglie è dovuto al trasporto eolico verso le dune costiere, mentre nelle altre sabbie è riscontrabile la presenza di frammenti calcarei abrasi lungo le scogliere calcaree del Nilo, trasportati sempre per via eolica.
Altro sito importante per i depositi sabbiosi si trovano alla foce del fiume Belus, nella baia di Haifa.

Composizione chimica delle sabbie da uno studio di Turner.

Sabbie di Te-el-Amarna Sabbie del fiume Belus
Quarzo 50-55% Quarzo 70-75%
Calcite 30-33% Calcite 16-18%
Pirosseni 5% Pirosseni 4%
Ilmenite 1% Ilmenite 1%
Plagioclasi Plagioclasi 4%
Feldspato 5% Feldspato

Il fondente principale ricordato da diverse fonti storiche era il natron di Wadi el Natron in Egitto, contenente carbonati di sodio prevalentemente nella forma di sequicarbonato Na2CO3.NaHCO3.2H20, una soda naturale già usata da tempo come detergente e come ingrediente nell’imbalsamazione dei defunti. Plinio ricorda che si trovava in sia in Egitto che in Asia Minore.



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