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Beacons Way

Un percorso attraverso millenni di Storia

Quando mi hanno parlato di cascate, montagne, fiumi e pianure verdeggianti sulla Beacons Way, ne rimasi subito affascinato, quindi cominciai subito a documentarmi per raccogliere maggior informazioni possibili. La Beacons Way, è un percorso di circa 160 – 170 chilometri che si snoda lungo il parco nazionale: Brecon Beacons istituito nel 1957 per salvaguardare alcuni tra i paesaggi più spettacolari del sud del Galles. Nei suoi 1344 Km2 abbraccia paesaggi rurali, altopiani erbosi, vallate boscose, corsi d’acqua e cascate, morene e ghiaioni, ma racchiude anche centri abitati, case e fattorie.

Attraversando la Beacon Way si ripercorrono anche milleni di storia, infatti si trovano, fossili di felci, cerchi di pietre preistoriche, camere sepolcrali degli abitanti dell’Età del Ferro, resti della dominazione romana e tracce normanne.

Quando mi documentai, tramite siti web, le foto che scorrevo erano sempre con giornate di sole e i camminatori ritratti erano anche essi sempre, sorridenti e con grandi zaini. Io forte della mia esperienza data dal Camino di Santiago dove avevo percorso 780 chilometri, tra me e me sorridevo pensando di andare a fare una passeggiata, quindi mi attrezzai con tenda, sacco a pelo, fornellino, pentole, una bussola (fortemente raccomandata in tutti i siti web, insieme ad una guida esperta) e una mappa d'altura.

I primi cinque giorni furono di pioggia ininterrotta, gli altri si limitava a piovere solo…. solo si fa per dire!!...due ore al giorno, lo zaino si rivelò troppo pesante e in una paio di punti in prossimità di qualche cima, estremamente pericoloso.

Il governo locale usa le pecore per brucare i monti (860 metri il più alto, con ascese molto rapide e ripide), il risultato è che quando devi seguire i sentieri, dopo la pioggia non trovi più niente, perché le pecore hanno mangiato il sentiero: io ho perso la via, anche perché non so leggere bene la mappa di altura almeno cinque – sei volte, facendo sempre decine di chilometri in più:)

Quello che più mi ha sorpreso è stata la grande umanità delle persone che ho trovato, sempre pronte ad aiutarti senza dover chiedere niente: se ti vedevano in difficoltà venivano a chiederti se in qualche modo potevano aiutarti. Nei primi giorni di pioggia ininterrotta mentre ero accampato in un posto di fortuna, è venuto un uomo, il quale mi ha offerto un accampamento all'asciutto nella sua stalla. Io ci sono andato, quando sua moglie ha visto che avevo tutti i panni fradici, si è offerta per lavarli in lavatrice per poi metterli nell'asciugatrice; Il giorno dopo oltre a darmi i panni asciutti, mi hanno invitato in casa per la colazione: beacon, uova fritte, fagioli e salsiccie:)
Qualche volta, quando sbagliavo la via per non sapere leggere bene la mappa, oppure perchè pensavo di essere furbo nel prendere qualche scorciatoia, mi ritrovavo ad attraversare vallate che erano veri e propri acquitrini. Un giorno, cioè diciamo verso il tramonto dopo avere sbagliato la via e passato la giornata ad attraversare un acquitrino (vallata) sotto la pioggia, ed ormai giunto alla meta che mi ero prefissato: un piccolo paese; quindi, giunto in una carreggiata, mi trovai di fronte ad un cancello, con a fianco il tipico cancelleto per passaggi pedonali, ma a differenza di altri aveva un cartello bello grande con scritto vietato e pericoloso attraversare, accompagnato da una bella x rossa, davanti al pedone. Consulto la mappa e l'alternativa era tornare indietro di circa un chilometro, per fare un giro largo su una collina.... ero stanco:) quindi decido di scavalcare comunque il cancello, dopo circa quaranta - cinquanta metri, subito dopo una curva, capisco immediatamente il perchè di quel cartello: alla mia destra c'era una mandria tutta nera di mucche e vitelli torelli. Alcune mucche e qualche vitello erano tranquillamente distesi nel campo, altre e altri foraggiavano. Al mio passaggio, un torello tranquillamente disteso nel campo si alza e viene verso di me, e dietro la mandria a seguire: non conosco il comportamento reale dei vari torelli, e se sono buoni e cari. Le mie uniche informazioni vengono da qualche film, o qualche servizio televisivo, dove molte volte quando vedono rosso s'infuriano. Quel giorno aveva piovuto e io indossavo l'impermeabile ROSSO, il mio zaino è ROSSO, anche i miei pensieri cominciavano ad essere ROSSI!!! "Che fare?" pensavo, alla mia sinistra c'era sopra un dosso di circa un metro e largo un metro che seguiva la carreggiata, una rete metallica alta circa un metro e mezzo, con recinzione di filo spinato. Quindi guardando il torello fermo di fronte a me, con il muco al naso, la zampina ballerina come si vede nei film, molto lentamente, mi sfilo lo zaino, mi tolgo l'impermeabile per girarlo verso l'interno dove era grigio; Copro piano piano lo zaino e sempre lentamente salgo sul dosso: non so bene come, ma riuscii a scalvare la rete e in qualche modo a recuperare lo zaino. Con in braccio il mio zaino ricoperto con l'interno dell'impermeabile, riprendo lentamente il cammino, guardando preoccupato il torello che cercava di camminare sul dosso, ma troppo stretto per lui, e quindi dopo qualche tentativo, continuò a seguirmi sulla carreggiata, con dietro tutta la mandria. Arrivai fino alla fine del recinto dove c'era un altro cancello, scavalcai di nuovo e per circa un centinaio di metri non potevo fare a meno di voltarmi per assicurarmi che il torello fosse ancora li. Lo scrivo di nuovo, forse era il torello più buono del mondo, e la mia era solo suggestione, ma assolutamente non avevo voglia di verificarlo!!!:)

In conclusione, posso dire di aver vissuto una bella avventura, ho conosciuto persone meravigliose, ho scoperto nuovi luoghi ricchi di Storia... Questo per me significa Viaggiare!!!

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